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Forum agricoltura, presentata la Carta di Milano. Martina lancia 4 sfide: nuovo rapporto tra ecologia e agricoltura, sostegno al reddito degli agricoltori familiari, innovazione per i piccoli produttori, regole forti per mercati più giusti

Vigneto Franciacorta
Vigneto Franciacorta

Si è svolto a Expo Milano 2015 il Forum internazionale dell’agricoltura, l’appuntamento a cui hanno partecipato oltre 115 Paesi, più di 50 Ministri, 370 delegati. Presenti ai lavori del Forum anche 27 Stati che non partecipano all’Esposizione universale come Pakistan, Sudafrica o Australia.
Due giorni di dibattiti, interventi e riflessioni sui grandi temi della “Carta di Milano”. I lavori della giornata di ieri sono ruotati attorno a tre sessioni sulle politiche dell’agricoltura, il cibo, lo sviluppo, la cultura, la sicurezza alimentare.
Questa mattina è stata presentata la “Carta di Milano”, che è stata firmata da molti dei Ministri partecipanti al Forum. Nello stesso giorno hanno firmato la Carta il Presidente Sergio Mattarella e Luiz Inácio Lula da Silva.

A presentare il documento il Prof. Salvatore Veca (Curatore scientifico della Carta di Milano). A seguire gli interventi di Vicente Loscertales (Segretario Generale del Bureau International des Expositions), José Graziano da Silva (Direttore Generale FAO), Phil Hogan (Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale), Evelyn Nguleka (Presidente della World Farmer Organization), Kenneth M. Quinn (Presidente della World Food Prize Foundation), Irene Ovonji-Odida (Presidente Ufficio internazionale Action Aid), Luiz Inácio Lula da Silva (Presidente Istituto Lula).
La conclusione a cura del Ministro Maurizio Martina.
“L’Italia ha raggiunto il suo obiettivo – ha detto il Ministro Martina nel corso del suo intervento – abbiamo contribuito a rendere più consapevole l’opinione pubblica, i visitatori che attraversano i viali di questa Expo, e a porre in evidenza che la lotta alla fame, la lotta alla povertà sono grandi questioni di cittadinanza e di civiltà, che hanno a che vedere innanzitutto con la responsabilità di ciascuno di noi. In queste battaglie c’è sempre una quota di responsabilità fondamentale che riguarda innanzitutto gli individui. Vogliamo essere – ha sottolineato Martina – la generazione Fame zero. La realizzazione di questa aspirazione passa necessariamente per il ruolo cruciale che deve giocare l’agricoltura. Da questo forum – ha aggiunto il Ministro – usciamo più forti, più consapevoli, ma soprattutto lanciando un messaggio: quando noi lavoriamo per garantire un futuro ai modelli agricoli dei nostri Paesi non lo facciamo solo per gli addetti ai lavori di quei settori, ma lavoriamo per assicurare un futuro alla cittadinanza tutta. La dimensione globale della sfida agricola è il vero messaggio che parte da questo Forum. Rivolgo il pensiero ai tantissimi ragazzi che sono venuti a visitare Expo e che la rendono innanzitutto una esposizione di giovani. Noi tutti sappiamo quanto sia giovani che le donne, dal punto di vista della questione di genere e generazionale, siano a tutti gli effetti due sfide enormi e cruciali anche per il futuro dell’agricoltura. Nel prossimo futuro bisognerà produrre di più, ma consumando meno risorse naturali. All’agricoltura è oggi dedicato circa l’11% della superficie terrestre e una parte importante delle risorse idriche disponibili. È il momento di dare un nuovo, concreto, slancio allo sforzo di costruire una global food policy, in grado di assicurare l’obiettivo di azzerare la fame nei prossimi quindici anni, di promuovere un’alimentazione più sana e di assicurare che l’obiettivo di produrre cibo sufficiente per soddisfare una domanda in rapida crescita sia perseguito nel rispetto del principio di sostenibilità. Abbiamo proposto quattro sfide: un nuovo rapporto tra ecologia e agricoltura; il sostegno al reddito degli agricoltori familiari; più innovazione per i piccoli produttori; regole forti per garantire mercati più giusti. In questi sei mesi Expo Milano deve aiutarci a costruire soluzioni concrete. Come Paese ospitante – ha concluso il Ministro Martina – abbiamo elaborato la “Carta di Milano” innanzitutto per questo, per offrire un contributo alla responsabilità di ciascuno e avanzare, partendo dal basso, un quadro di impegni per cittadini, associazioni, imprese e istituzioni”.

Leggi anche: Carta di Milano

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