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Politica e Green Economy – Intervista all’On. Enrico Borghi

On. Enrico Borghi
On. Enrico Borghi

Eletto in Piemonte nelle liste del Partito Democratico, è nato a Premosello Chiovenda, Verbano-Cusio-Ossola e ha ricoperto la carica di Sindaco di Vogogna per due mandati. E’ membro della VIII Commissione Ambiente, Territorio, Lavori Pubblici della Camera con la qualifica di Capogruppo del Partito Democratico.
Da sindaco del Comune di Vogogna ha “promosso diversi interventi di riqualificazione energetica sugli immobili di proprietà pubblica per il duplice obbiettivo di efficientare energeticamente gli edifici e sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di effettuare questi interventi”. E nella sua attività manageriale professionale, oggi congelata, ha “promosso e diretto la realizzazione del più grande parco fotovoltaico della provincia del Verbano Cusio Ossola.” Pratica abitualmente la raccolta differenziata e ci tiene a sottolineare come la sua cittadina, Vogogna, “abbia delle percentuali di raccolta differenziata importanti (stabilmente attorno alla media annua del 75%) che gli permettono di vincere il premio ‘Comune Riciclone’ da sei anni a questa parte. Penso che il futuro sia il concetto di “zero waste” e a questo dobbiamo orientare le scelte e gli investimenti.”

Secondo la comunità scientifica internazionale impegnata nella ricerca climatica, è “estremamente probabile” (probabilità al 95-100%) che l’attività antropogenica (emissioni di gas-serra, aerosol e cambi di uso del suolo) sia la causa dominante del riscaldamento osservato fin dalla metà del XX secolo. Come si pone nei confronti di queste considerazioni?
Sono considerazioni che la comunità scientifica pone all’attenzione del mondo politico ed economico internazionale da diversi anni, sono elementi che devono essere posti al centro di ogni valutazione riguardante le politiche economiche ed energetiche che nei prossimi anni andremo a prendere. Il progresso non può essere immaginato come nel secolo scorso come progresso infinito e che quindi poggia la base del proprio modello di sviluppo sull’inesauribilità delle risorse naturali. Stiamo misurando con mano le ricadute che questo modello sbagliato di progresso ha portato nell’ambiente, ora consci di tutto questo, dobbiamo cambiare schema di gioco. Partiamo dalla finitezza delle risorse naturali e dalla necessità del mantenimento dell’equilibrio tra lo sviluppo economico e salvaguardia dell’ambiente per immaginare un modello economico di sviluppo innovativo e rispettoso dell’ambiente.
Green Economy volano di sviluppo e risorsa per combattere la crisi. Cosa ne pensa?
Assolutamente d’accordo, personalmente sono anni che porto avanti la causa della green economy, ho anche scritto un libro con la prefazione del Presidente del Consiglio Enrico Letta (La sfida dei territori nella Green Economy, edizione Il Mulino, 2009) all’interno del quale con alcuni amici professori universitari, ricercatori, ed esperti del settore abbiamo immaginato il futuro dei territori montani del nostro paese che a fronte della crisi energetica e ambientale che stiamo vivendo, possono farci riscoprire il tesoro di risorse che la montagna rappresenta e che dobbiamo considerare in una prospettiva “produttiva”, accompagnando l’evoluzione delle sue, antichissime e solide, istituzioni in agenzie promotrici di un nuovo paradigma per lo sviluppo sicuro e sostenibile, capace di accendere la scintilla che può far ripartire il Paese.
Uno o più progetti che le stanno particolarmente a cuore e che sta portando avanti nell’ambito della sua azione politica?
Di progetti in cantiere ce ne sono parecchi. Sono tutti importanti e non mi piace dover fare una classifica di gradimento. Mi concentrerei su quelli che, ad oggi, la Commissione Ambiente della Camera all’interno della quale ricopro la carica di capogruppo del Partito Democratico sta portando avanti con più determinazione.
Nei giorni scorsi abbiamo approvato per esempio una risoluzione per lo stanziamento di 500 milioni di euro all’anno per la prevenzione di dissesto idrogeologico; sempre all’interno della Commissione Ambiente congiuntamente con la Commissione Finanze abbiamo approvato il rifinanziamento dell’ecobonus e la sua stabilizzazione attraverso il suo inserimento all’interno della Legge di Stabilità.

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