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Pneumatici fuori uso, il saldo ambientale di EcoTyre

Pneumatici fuori uso, il saldo ambientale di EcoTyre
Pneumatici fuori uso, il saldo ambientale di EcoTyre

Soffisfatto dei risultati raggiunti il Consorzio Ecotyre, che tira le somme dopo tre anni di attività nella gestione degli Pneumatici Fuori Uso (PFU), provenienti dal mercato nazionale del ricambio. Prima realtà italiana per numero di Soci, che passano da 238 a fine 2013 a oltre 300 nel 2014, e seconda per raccolta, è arrivata a raggiungere 42.770.382 Kg di PFU raccolti e contabilizzati nel 2013, con un aumento del 32,35% rispetto all’anno precedente, comprendenti le attività di raccolta ordinaria (+10,8% rispetto al 2012), le missioni di ritiro, una novità del 2013, presso i demolitori dei veicoli a fine vita della rete ACI e gli PFU derivanti dagli interventi straordinari di raccolta (in gran parte presso stock storici).

Un anno impegnativo che ha portato il saldo della raccolta al 107% rispetto all’immesso sul mercato dai Soci. A livello regionale, il Piemonte, con 5.621.442 kg, si aggiudica la medaglia d’oro, seguito dalla Lombardia, con 5.154.686 kg, e dall’Emilia Romagna, con 4.656.049 kg. EcoTyre opera in tutta la penisola, con una rete logistica costituita da 37 Raccoglitori Operativi impegnati quotidianamente nella raccolta di PFU presso i numerosi punti di raccolta, passati da 7.230 del 2012 ai 7.427 dell’anno successivo (+3%) e dislocati in tutte le Regioni italiane. La radicata presenza sul territorio, sottolibnea una nota del Consorzio, consente di ottimizzare tempi e costi di ritiro attraverso una logica di prossimità. I PFU sono raccolti dai Partner Operativi più vicini e consegnati all’impianto più adatto sia dal punto di vista della distanza che dell’efficienza del trattamento. Questo permette a EcoTyre di raccogliere attualmente più di uno pneumatico al secondo.

Anche per quanto riguarda le missioni di ritiro, il 2013 è stato un anno di crescita. Sono state, infatti, 20.620 le missioni effettuate, di cui 18.853 presso i punti di raccolta e 1.317 presso la rete ACI, con un incremento registrato del 54% rispetto all’anno precedente, dove invece i ritiri complessivi sono stati 13.386, mentre gli interventi straordinari sono stati 162.
Sono quattro le classi di PFU gestite suddivise per tipologia: la classe 1, la più numerosa per quantitativi (82,21% del totale), include gli pneumatici per auto e moto che hanno un peso inferiore ai 20 Kg; la classe 2 raggruppa i pezzi da oltre 20 Kg, come quelli per gli autocarri; la classe 3 è costituita, invece, da pneumatici dal peso fino a 300 Kg e, infine, l’ultima classe, la 4, comprende i pezzi dal peso superiore ai 300 Kg.
Il PFU, spiega Ecotyre, non è considerato un semplice rifiuto da gestire, ma anche e soprattutto una risorsa che può essere valorizzata, salvaguardando al tempo stesso l’ambiente. Proprio per questo il Consorzio promuove una corretta valorizzazione degli PFU attraverso l’individuazione di nuovi impieghi. Sugli pneumatici, trattati da aziende selezionate, si operano una serie di triturazioni finalizzate a ottenere granulati di gomma di dimensioni sempre minori. Nella fase di trattamento, inoltre, grazie all’ausilio di speciali attrezzature, viene separata la componente plastica dagli altri materiali, in particolare metalli e residui tessili. Successivamente gli PFU possono prendere tre direzioni: il riutilizzo attraverso cui una parte degli pneumatici può essere sottoposta a trattamenti di rigenerazione per poi essere riutilizzata sui veicoli; il recupero di materia cioè il rimpiego di quasi il 70% del polverino in una serie di applicazioni, come le superfici sportive, l’arredo urbano, asfalti modificati, pavimentazioni e manufatti, opere di ingegneria civile, etc.; la restante quota di PFU (circa il 30%) è utilizzata per il recupero di energia.
Il Consorzio, nell’ultimo anno, si è messo a disposizione delle amministrazioni locali che ne hanno fatto richiesta con una serie di interventi di raccolta straordinaria a titolo gratuito. Una parte dell’avanzo di gestione del 2012 è stato destinato a questa tipologia di operazioni, senza alcun aggravio economico per le amministrazioni comunali. L’impegno per la tutela ambientale ha trovato quindi piena soddisfazione nel successo di iniziative come il ‘Progetto PFU Zero’ nella provincia di Torino e ‘Facciamoli Sgommare’, all’interno della campagna targata Legambiente ‘Puliamo il Mondo’.Il Consorzio è, poi, una delle 66 organizzazioni d’impresa che costituiscono il Consiglio Nazionale della Green Economy, nato nel 2012 per promuove lo sviluppo della green economy in Italia.
“La presentazione dell’Annual Report – ha detto Enrico Ambrogio, Presidente di EcoTyre – è un momento molto importante per il team del Consorzio e per i nostri Soci perché il documento rappresenta una fotografia dettagliata e analitica dei risultati raggiunti grazie all’impegno e all’ottimo lavoro svolto in questi primi 3 anni di attività. Sono molto orgoglioso del fatto che EcoTyre abbia gestito il 100% degli PFU rispetto all’immesso sul mercato dai Soci, a cui si aggiunge il 7% raccolto grazie a iniziative straordinarie. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno messo a disposizione la propria professionalità e serietà. Continueremo a percorrere la strada intrapresa convinti che, per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi e migliorare ulteriormente, sia sempre più necessario mettere al centro delle attività i nostri Soci, con le loro competenze e i loro suggerimenti. Nuove sfide ci attendono ma siamo convinti che il nostro lavoro sia la garanzia per un altro anno di successi”.

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