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Italia e biodiversità. Una ricchezza minacciata

Italia e biodiversità. Una ricchezza minacciata
Italia e biodiversità. Una ricchezza minacciata

L’Italia è tra i Paesi europei più ricchi di Biodiversità, grazie alla favorevole posizione geografica e alla grande varietà geomorfologica, microclimatica e vegetazionale, determinata anche da fattori storici e culturali.
La fauna italiana è stimata in oltre 58.000 specie, di cui circa 55.000 di Invertebrati e 1.812 di Protozoi, che insieme rappresentano circa il 98% della ricchezza di specie totale, nonchè 1.258 specie di Ver-tebrati (2%). Il phylum più ricco è quello degli Artropodi, con oltre 46.000 specie, in buona parte appartenenti alla classe degli insetti.

Anche la flora italiana presenta una grande ricchezza: la flora briologica e la flora lichenica sono tra le più ricche d’Europa, mentre quella vascolare comprende 6.711 specie, ovvero 144 Pteridofite, 39 Gimnosperme e 6.528 Angiosperme5, con un contingente di specie endemiche che ammonta a oltre il 15%.

Il nostro Paese è anche particolarmente ricco di foreste: in prosecuzione di un trend iniziato a partire già dal secondo dopoguerra, la superficie forestale italiana ha avuto sino adesso una graduale e continua espansione: da 8.675.100 ettari del 1985 si è passati a 10.987.805 ettari del 2013, con un incremento pari al 26,7%. Il coefficiente di boscosità è passato da un valore del 28,8% nel 1985 a uno di oltre il 36% nel 2013. Tale trend è legato in parte alle attività di forestazione e soprattutto al fenomeno di espansione naturale del bosco in aree agricole marginali collinari e montane.
Ma? Secondo i dati diffusi da Ispra (Annuario dei Dati Ambientali 2014-2015), tale ricchezza di biodiversità è però seriamente minacciata e rischia di essere irrimediabilmente perduta. Per quanto riguarda il grado di minaccia delle 672 specie di Vertebrati valutate nella recente “Lista Rossa IUCN dei Vertebrati italiani” (576 terrestri e 96 marine) 6 sono estinte nella regione in tempi recenti. Le specie minacciate di estinzione (categorie IUCN “In Pericolo Critico (CR)”, “In Pericolo (EN)” e “Vulnerabile (VU)”) sono 161 (138 terrestri e 23 marine), pari al 28% delle specie valutate.
Considerando che per il 12% delle specie i dati disponibili non sono sufficienti a valutare il rischio di estinzione e assumendo che il 28% di queste sia minacciato, si stima che complessivamente circa il 31% dei Vertebrati italiani sia minacciato. Il 50% circa delle specie di Vertebrati italiani non è a rischio di estinzione imminente.
Per quanto riguarda le specie vegetali, la consistenza della flora italiana a rischio secondo le categorie di minaccia IUCN versione 2.3 (1994) comprende 772 specie di piante non vascolari (briofite e licheni) su un totale di 3.484 (22%) e 1.020 specie di piante vascolari su un totale di 6.711 (15%)12. La ripartizione percentuale delle piante vascolari nelle categorie di rischio IUCN evidenzia che il 40% del totale è “A Basso Rischio” (LR), il 27% risulta “Vulnerabile” (VU), il 15% “In Pericolo” (EN) e il 12% “In Pericolo Critico” (CR).
Le conoscenze relative alla flora italiana a rischio, nel suo complesso, sono ancora oggi desumibili dalle Liste Rosse del 1997, basate sui criteri IUCN 2.3 (1994), ma di recente sono stati prodotti assessment secondo i nuovi standard IUCN e i criteri 3.1 (2001). Questa attività, coordinata dalla Società Botanica Italiana, tutt’ora in corso, nel 2013 ha portato alla pubblicazione della “Lista Rossa della Flora Italiana. 1. Policy Species e altre specie minacciate” che comprende l’assessment di 396 taxa (297 piante vascolari, 61 briofite, 25 li-cheni e 13 funghi), tra i quali sono comprese 202 policy species (sono le specie appartenenti agli allegati II, IV e V della Direttiva “Habitat” 92/43/CEE e alla Convenzione di Berna, incluse briofite e licheni). Complessivamente risultano minacciate il 42% delle policy species e per il 24% non si hanno ancora dati sufficienti per l’assessment. A quest’ultima percentuale contribuiscono in maniera preponderante i muschi.
Oltre agli ambienti naturali, anche le aree agricole svolgono un ruolo importante per la biodiversità e le altre componenti ambientali, dato che un elevato numero di specie si è adattato a vivere in ambienti agricoli di formazione secondaria. A conferma dell’importanza dell’agricoltura nei confronti del patrimonio naturale, Ispra ricorda che circa il 43% del territorio nazionale è destinato ad attività agricole e che una quota significativa della Superficie Agricola Utilizzata (SAU, comprendente seminativi, orti famigliari, arboreti e colture permanenti, prati e pascoli) presenta un importante valore anche in termini di biodiversità, a livello genetico, di specie e di paesaggio, costituendo anche un elemento di collegamento tra gli spazi naturali.
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