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Il comitato istituzionale contro l’inquinamento dell’aria e le 6 misure

Il comitato istituzionale contro l'inquinamento dell'aria e le 6 misure
Il comitato istituzionale contro l'inquinamento dell'aria e le 6 misure

Sarà un Comitato istituzionale, composto da tecnici e amministratori, a delineare il programma di azioni da mettere in campo per fronteggiare l’inquinamento atmosferico, una delle grandi emergenze ambientali del nostro tempo. È quanto deciso nella riunione di insediamento, tenutasi martedì 2 febbraio, a Roma, presso il Ministero dell’Ambiente, alla presenza del Ministro Gianluca Galletti e dei Sottosegretari Silvia Velo e Barbara Degani. Il documento ministeriale indica le linee di azione e i programmi da attuare per abbassare il livello di inquinamento atmosferico presente nelle nostre città, accresciuto dal mutamento delle condizioni climatiche. 

“Si tratta, in sostanza, – spiega il Sottosegretario con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, che farà parte del gruppo di lavoro in rappresentanza della Regione Abruzzo – di un programma di interventi incisivi e che, opportunamente utilizzati, possono determinare una svolta positiva nella lotta all’inquinamento atmosferico. Sarà nostra sarà cura informare circostanziatamente le comunità locali sulle possibilità previste dal Ministero, coordinando le azioni da avviare nelle aree territoriali più sensibili. Il nostro obiettivo è quello di proseguire, sui temi dell’energia come su quelli dei cambiamenti climatici, la collaborazione tra istituzioni centrali e locali, consolidatasi nell’ottobre scorso nell’ambito della Convenant of Mayors tenutasi a Bruxelles lo scorso 15 ottobre. In quella sede, alla presenza dei rappresentanti delle municipalità europee e della Commissione Europea, – prosegue – abbiamo sperimentato ed avviato un nuovo modello di governance, che vede la Regione quale struttura di coordinamento e di riferimento per tutto il territorio del ‘Patto dei Sindaci’, per quanto attiene gli interventi nel campo dell’energia e del clima. Solo attraverso questi nuovi modelli di partnership possiamo imprimere un cambiamento sostanziale nel modo di affrontare problematiche decisive per la qualità della nostra vita”. Lo stesso Mazzocca ha illustrato le opportunità finanziarie previste per gli enti locali. Si tratta di sei misure.
Incentivi per l’utilizzo del trasporto pubblico locale e la mobilità condivisa (Euro 18 mln). A tal proposito, verrà istituito un fondo (12 mln di euro) per la promozione e la diffusione di sistemi di mobilità alternativi al trasporto privato. A queste risorse si aggiungeranno anche quelle (6 mln di euro) finalizzate al finanziamento per la mobilità sostenibile.
Fondo per la mobilità sostenibile (Euro 35 mln). E’ in corso di predisposizione un programma sperimentale di mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro, rivolto ad enti locali che abbiano una popolazione superiore ai 100 mila abitanti. Le amministrazioni potranno presentare progetti volti a incentivare iniziative di mobilità sostenibile (piedibus, car-sharing, car-poooling, bike shering); realizzazione di percorsi protetti per gli spostamenti; programmi di educazione e sicurezza stradale; riduzione del traffico e cessione di buoni mobilità ai lavoratori che utilizzano mezzi di trasporto sostenibili. Per tali interventi il Ministero ha previsto uno stanziamento di 35 mln di euro. Per quanto attiene la modalità di finanziamento dei progetti, è prevista una quota di cofinanziamento da parte del Ministero pari al 70% del valore complessivo degli interventi. Condizione necessaria per usufruire delle risorse è l’adozione da parte degli enti locali potenziali beneficiari l’adozione di un documento di pianificazione dei trasporti a scala urbana.
Fondo Kyoto per la mobilità sostenibile (Euro 50 mln) Le modalità di accesso ed erogazione dei finanziamenti previsti saranno disciplinate attraverso una Circolare ministeriale, cui farà seguito la pubblicazione del relativo bando, in concomitanza con l’entrata in vigore del decreto del 2 febbraio 2016.
Fondo Kyoto per l’efficienza energetica delle scuole (Euro 252 mln). Con il primo bando del giugno 2015 sono stati utilizzati solo 98 dei 350 milioni di euro disponibili. La riprogrammazione delle risorse residue (252 milioni di euro) avverrà con un prossimo decreto ministeriale che riapre i termini di presentazione delle domande con una ‘finestra’ di 180 giorni dalla pubblicazione.
Riqualificazione degli edifici della pubblica amministrazione (Euro 21,5 mln) L’azione di efficientamento è portata avanti seguendo un “Programma di Interventi” definito annualmente sulla base delle richieste pervenute dalle Amministrazioni interessate. I criteri e le modalità per l’ esecuzione dei programmi di riqualificazione saranno stabiliti da un decreto ministeriale. Intanto è stata completata l’ istruttoria dei progetti di efficientamento pervenuti dalle pubbliche amministrazioni. Gli interventi finanziabili ammontano a circa 70 milioni di euro e saranno attivati una volta approvato il citato decreto interministeriale. Dei 70 milioni di interventi ammissibili, il Ministero dell’ ambiente ne finanzierà direttamente 21,5 milioni, con proventi delle ‘aste CO2’.
Conto Termico 2 – Incentivi per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili ed interventi di efficienza di piccole dimensioni. Al fine di rendere più efficace lo strumento normativo è stato predisposto un decreto di revisione e aggiornamento che introduce, grazie anche alle indicazioni fornite dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che amministra il Conto Termico, una serie di importanti novità: a) la semplificazione delle procedure di accesso e di erogazione dei finanziamenti quali: l’istituzione di un “Catalogo” degli apparecchi che possono accedere al beneficio con un iter semplificato, per i piccoli importi; l’erogazione dell’incentivo in un’unica rata; la possibilità per le pubbliche amministrazioni di prenotare l’incentivo e ottenere un anticipo all’avvio dei lavori; b) un ampliamento degli interventi ammessi e dell’incentivo riconosciuto attraverso: l’inclusione di ulteriori tecnologie tra quelle incentivate (ad esempio, sistema di illuminazione degli edifici pubblici e di building automation per il controllo automatico degli impianti); l’innalzamento delle soglie di potenza degli impianti coperti dal meccanismo (di fatto la potenza è stata raddoppiata); la revisione al rialzo del beneficio per interventi particolarmente virtuosi (ad esempio, tecnologie avanzate e/o interventi integrati edifici-impianto); c) una maggiore attenzione alla diffusione delle stufe a biomassa ad alte prestazioni e basse emissioni.

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