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Emissioni veicoli, il PE vota per Real Driving Emissions ma … si può sforare

Il Parlamento europeo oggi ha votato l’accoglimento della proposta di Regolamento sull’introduzione dei limiti emissivi basati sulle condizioni di guida reali (RDE – Real Driving Emissions), già adottata dal Comitato tecnico dei veicoli a motore (TCMV – organo tecnico della Commissione europea composto dai rappresentanti dei 28 Stati Membri) lo scorso 28 ottobre. 

La risoluzione della commissione ambiente, fa notare un comunicato, che raccomanda al PE di porre il veto al progetto di atto delegato della Commissione europea che istituisce la procedura per i test sulle emissioni degli autoveicoli in condizioni reali di guida (RDE), non ha ottenuto la maggioranza assoluta dei membri del Parlamento, necessaria per la sua approvazione.

Quello che va avanti è un compromesso che abbassa la soglia delle emissioni delle auto ma consente comunque il superamento dei limiti ufficiali di inquinamento.

Nell’ottobre scorso gli Stati membri si sono accordati, appunto, su un compromesso per ridurre le emissioni consentendo però il 50% di sforamenti del limite legale per il monossido di azoto che è di 80 milligrammi per km.

“Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l’obiezione, alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito”, ha detto il Presidente della commissione ambiente Giovanni La Via (PPE, IT). “Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione UE per le auto, così come richiesto dal Parlamento”.
“Accolgo quindi con favore la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l’industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili. In Europa, avremo una migliore qualità dell’aria per i nostri cittadini senza perdere posti di lavoro “, ha concluso La Via.
Secondo la Commissione europea, l’aumento temporaneo dei limiti, oggetto dell’obiezione votata oggi, è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte.
La proposta di risoluzione della commissione ambiente è stata respinta con 323 voti contrari, 317 in favore e 61 astensioni.
Prossime tappe. Il voto di oggi spiana la strada alla Commissione per l’attuazione del secondo pacchetto RDE. Per completare il procedimento ne devono ancora essere approvati due. La commissione ambiente terrà un’audizione pubblica sulla procedura RDE il prossimo 23 febbraio.
Il secondo pacchetto RDE, approvato il 28 ottobre 2015 alla commissione tecnica per i veicoli (composta di esperti nazionali), mira a stabilire requisiti quantitativi all’interno della procedura RDE, al fine di limitare le emissioni dei tubi di scarico dei veicoli passeggeri e commerciali leggeri (Euro 6).
I requisiti proposti saranno introdotti in due fasi: nella prima fase, i produttori delle autovetture dovranno ridurre il divario a un “fattore di conformità” di massimo 2,1 (110%) per i nuovi modelli entro settembre 2017 (e per i nuovi veicoli entro settembre 2019), e nella seconda fase, il divario dovrebbe essere ridotto fino a un fattore di 1,5 (50%), considerando i margini di errore tecnici, entro gennaio 2020 per tutti i nuovi modelli (ed entro gennaio 2021 per tutte le nuove macchine). Un fattore di conformità per il numero di particelle (PN) deve ancora essere definito.
Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica, ha commentato con favore la decisione presa dal Parlamento europeo.
“Oltre ad evitare ritardi e incertezze che avrebbero impattato negativamente sulla pianificazione industriale, il voto di oggi coniuga i benefici ambientali del nuovo approccio nel calcolo dei limiti alle emissioni dei veicoli – che avranno effetto, in particolare, sulla mobilità urbana – con i tempi minimi necessari all’industria automotive per adeguarsi. Nuovo approccio che, ricordiamo, l’Europa è ora a tutti gli effetti la prima regione al mondo ad adottare, con il favore dell’industria, pronta ad impegnarsi per il raggiungimento dei nuovi sfidanti target.”

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