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Conferenza delle Regioni, presidente Sergio Chiamparino

Sergio Chiamparino
Sergio Chiamparino

Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, è stato ancora una volta chiamato a ricorpire la carica di presidente della Conferenza delle Regioni. 
Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, va invece a ricoprire la carica di vice presidente. 
Eletto anche l’Ufficio di Presidenza, di cui faranno parte, oltre a Chiamparino e Toti, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca e il presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

Invitato permanente, in rappresentanza delle Regioni a Statuto Speciale, il presidente della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru. Infine, su proposta del Presidente Chiamparino la Conferenza ha deciso che partecipi ai lavori dell’Ufficio di Presidenza, sempre in modo permanente, anche il Coordinatore della Commissione Affari finanziari, Massimo Garavaglia (Assessore della Regione Lombardia).
“Ci aspetta una fase impegnativa – ha dichiarato Chiamparino – ma credo ci siano tutte le condizioni per collaborare e per ricercare soluzioni e proposte condivise su diversi temi”. E riferendosi poi specificamente al rapporto fra il governo e le regioni, soprattutto in vista della legge di stabilità, Chiamparino invita ad “allontanarsi da taccuini e microfoni e a ricercare il confronto, a sedersi attorno ad un tavolo prima di parlare. Ci sono tutte le condizioni e i margini per trovare soluzioni virtuose, evitando polemiche o scorciatoie che portano a riduzioni di spesa non sostenibili. Oggi, ad esempio, abbiamo affrontato con questa logica un accordo importante per far fronte al futuro dei centri per l’impiego in una fase di transizione e di trasferimento delle competenze, dopo la legge di riordino delle province. Con questo accordo le Regioni tornano protagoniste nelle politiche attive del lavoro. Così come abbiano accettato di stare dentro i principi fissati dal patto per la salute, condividendo una logica di risparmio e di razionalizzazione da cui possono derivare importanti economie, senza mettere a rischio i servizi. Ma è giunto il momento di considerare anche i bisogni crescenti dei cittadini nella sanità, basti considerare a riguardo l’importanza dei farmaci innovativi per diverse patologie. Per questo è importante – ha concluso Chiamparino – che i risparmi che si realizzeranno con il patto per la salute siano reimpiegati per investimenti in sanità e che, dopo il taglio subito nel 2015, il fondo sanitario riprenda ad incrementarsi così come previsto nel patto per la salute e come abbiamo ribadito nell’intesa del 2 luglio scorso”.

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